Parrocchia della Consolata - Punta Ala (Gr)

...Alla vetta del CERVINO
di Spinelli

l'Eremo di San Guglielmo come dimora ideale.
Giovanni, riuscì qui a ricostruire una nuova comunità monastica, riportando il monastero agli antichi splendori. Per le vicende ormai note, nel 1604 il monastero, completamente restaurato, passò agli Agostiniani e rimase attivo, florido per tutto il Seicento. Il monastero continuò ad essere abitato dai monaci fino alla seconda metà del Settecento. Fu abbandonato definitivamente all'inizio dell'Ottocento.

Eremo di San Guglielmo di Malavalle

Le vestigia grandiose dell'Eremo di Malavalle, si possono raggiungere inoltrandosi alcuni chilometri nel bosco che costeggia i resti dell'acquedotto di Castiglione della Pescaia.
Il grande complesso, situato in un fondovalle, a circa 209 metri sul livello del mare, ricopre una
superficie di quasi 1350 metri quadrati. I locali monastici si presentano oggi, in avanzato stato di degrado, coperti da una fitta vegetazione e ridotti allo stato di ruderi. Un folto bosco nasconde le rovine, ed anche l'antico sentiero che conduce all'eremo, è ormai abbandonato. La pianta del convento è quella tipica dei monasteri Benedettini: corte centrale, Chiesa sul lato sinistro e ambienti intorno. Nelle imponenti vestigia della parte conventuale si distinguono le tracce del chiostro con le residenze dei monaci, ed i resti di una torre (del 1702), in parte ancora visibili. Gran parte delle strutture in elevato (in
origine forse a due piani), evidenziano i due momenti costruttivi del Monastero: (figg. 2 a, b, c)

  1. uno riconducibile al periodo romanico e quindi in fase con la Chiesa;
  2. l'altro invece posteriore, anche se collocabile ancora entro gli ultimi anni del Medioevo



 

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